Recente studio conferma che il probiotico SLAB51 aiuta i pazienti ipossici COVID-19

La gestione della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) risultante dall’infezione da COVID-19 richiede il bilanciamento di un’adeguata ossigenazione ed evitare il danno polmonare indotto dalla ventilazione meccanica (VILI).

Dati riportati recentemente su Biomedicines (1) dimostrano che individui con gravi infezioni da COVID-19 che necessitavano di ossigenoterapia non invasiva avevano bisogno di una quantità significativamente inferiore di ossigeno quando integrati con il probiotico SLAB51.

Pazienti con insufficienza respiratoria acuta ipossiemica, secondaria a polmonite da COVID-19, che richiedevano una pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP), sono stati suddivisi in due gruppi e trattati con la terapia standard (n=15) o con la terapia standard e integrati per via orale con SLAB51 (n=21). Tra i diversi parametri valutati, i ricercatori hanno monitorato i livelli di ossigeno e la conta piastrinica entro le prime 24 ore dal ricovero e al giorno 3 e 7.

Al basale, i pazienti nel gruppo trattato con SLAB51 avevano valori di ossigeno inferiori rispetto a quelli del gruppo trattato con terapia standard. Tuttavia, il terzo giorno, la situazione si è ribaltata. Al settimo giorno, una percentuale significativamente inferiore di pazienti nel gruppo SLAB51 necessitava ancora di CPAP rispetto al gruppo sottoposto al trattamento standard (p ≤0,001). I livelli di stress ossidativo, misurati dalla malondialdeide (MDA) nel sangue, hanno mostrato una riduzione nel tempo nei pazienti trattati con probiotico, mentre è avvenuto il contrario per il gruppo di controllo.

Aumenti significativi della conta piastrinica sono stati osservati anche dopo tre giorni nel gruppo integrato, mentre sono diminuiti nel gruppo non trattato. La trombocitopenia (un basso numero di piastrine) è un segno distintivo di COVID-19 grave.

SLAB51 riduce la produzione di ossido nitrico (NO) proinfiammatorio. Quando l’ossido nitrico aumenta, c’è meno ossigeno disponibile, che provoca ipossia e stress ossidativo.

Questi dati confermano “l’effetto di risparmio di ossigeno” di SLAB51 (2).

I risultati ottenuti confermano che l’integrazione con SLAB51 nella gestione clinica di questo gruppo di pazienti, e possibilmente in altre condizioni caratterizzate da ipossia, riduce significativamente la durata della CPAP e probabilmente diminuisce il rischio di VILI.

Pr De Simone, Chi Sono

  1. Trinchieri V, Marazzato M, Ceccarelli G, Lombardi F, Piccirilli A, Santinelli L, et al. Biomedicines. 2022;10(8):1851. https://doi.org/10.3390/biomedicines10081851
  2. Ceccarelli G, Marazzato M, Celani L, Lombardi F, Piccirilli A, Mancone M, et al. Nutrients. 2021;13(8). https://doi.org/10.3390/nu13082898

Further reading on Slab51 and Covid-19 research:

D’Ettorre G et al 2020 Front Med 7:389  doi: 10.3389/fmed.2020.00389
Ceccarelli G et al. 2021 Front Nutr 7:613928 doi: 10.3389/fnut.2020.613928
Santinelli L et al. 2022 Front Nutr 8:756177 doi: 10.3389/fnut.2021.756177

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Categories: Covid, Slab51

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