Il blog del pioniere del microbiota intestinale

L’obesità infantile è scritta nel microbiota

L’obesità infantile è un problema crescente in tutto il mondo. Ricerche recenti suggeriscono che il microbiota intestinale possa svolgere un ruolo importante e potenzialmente causale nello sviluppo dell’obesità e potrebbe essere un meccanismo che spiega la trasmissione transgenerazionale del rischio di obesità.

Per questo motivo il gruppo californiano di Maggie Stanislawski ha pubblicato su mBio, la rivista ufficiale dell’American Society for Microbiology un interessante studio dove è stato esaminato il microbiota intestinale della prima infanzia ai giorni 4, 10, 30, 120, 365 e 730. Altri elementi presi in considerazione sono stati l’associazione con l’indice di massa corporea (IMC) all’età di 12 anni in una coorte prospettica norvegese (n = 165) per valutare se e in che modo questi valori associati all’IMC si potevano riferire al sovrappeso materno e all’aumento eccessivo di peso gestazionale.

Per completezza è anche stato eseguito il sequenziamento del gene rRNA 16S sui campioni di microbiota intestinale, che ha dimostrato come la filogenesi tassonomica ai giorni 10 e 730 sia significativamente associata al BMI infantile, al punto che la composizione del microbiota intestinale a due anni era associato con oltre il 50% della variazione nell’IMC infantile in questa coorte.

Ne consegue che il microbiota intestinale del bambino, in particolare a due anni di età, potrebbe essere in grado di aiutare a identificare i bambini a rischio di obesità: capire il ruolo del microbiota intestinale della prima infanzia nell’obesità è quindi importante per impostare adeguate opportunità di strategie preventive.

Pr De Simone, Chi Sono

2019-01-14T11:49:39+00:00Microbiota, psicologia|

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