I disordini dello spettro autistico sono caratterizzati da enormi costi individuali, familiari e sociali. Questi fattori hanno determinato un incremento delle risorse per la ricerca delle cause di questa patologia, ancora lontane dall’essere definite in modo completo ed esaustivo. Quello che però sembra essere un punto fermo è che l’alterazione della sinaptogenesi sia legata a fattori genetici ed ambientali e che l’asse cervello-intestino rivesta un ruolo determinante nella patogenesi di questa malattia. Su questi presupposti un gruppo di ricercatori italiani ha pubblicato sulla rivista Autism i risultati dell’attività elettrica cerebrale dopo somministrazione del probiotico DSF somministrato per sei mesi a 46 individui con disordine autistico in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo.(1)

Più in dettaglio, nei soggetti trattati con il probiotico in esame all’elettroencefalogramma veniva  osservato una significativa diminuzione della potenza nelle regioni frontali (soprattutto nelle bande beta e gamma) e un aumento della coerenza nelle stesse bande insieme a uno spostamento dell’asimmetria frontale.

Questo studio rappresenta una conferma di quanto riscontrato dal gruppo di Elisa Santocchi e pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychiatry nel 2020 (miglioramenti ottenuti a livello gastrointestinale, quali l’incremento della funzionalità adattativa e dei profili sensoriali) e già commentato qui. Questi elementi suggeriscono, secondo i ricercatori, una modifica, grazie al probiotico DSF, verso un’attività cerebrale meno inquadrabile con quella solitamente rilevata nei pazienti autistici.

Pr De Simone, Chi Sono

  1. Billeci et al., Autism, published online April 2022
    https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/13623613221082710

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