Analisi di sequenze di frammenti di microbiota intestinale hanno suggerito che i cambiamenti nella composizione batterica intestinale siano associati con alcune malattie autoimmuni negli esseri umani e in modelli animali. In virtù della scarsa conoscenza dei meccanismi attraverso i quali il microbiota intestinale influenza le risposte autoimmuni di tessuti periferici, il gruppo coordinato da Jayne S. Danska ha valutato la risposta anticorpale sistemica contro ceppi batterici intestinali umani, per determinare se i modelli osservati di anticorpi diretti verso ceppi di batteri commensali (ACAb) siano associate o meno al diabete di tipo 1 (T1D). Per verificare questa ipotesi sono state costruite due coorti di partecipanti allo studio di tipo pediatrico. Nella prima coorte, le risposte ACAb nei sieri raccolti dai partecipanti entro 6 mesi dalla diagnosi di T1D erano identiche rispetto ai controlli sani di età corrispondente e anche ai pazienti con malattia di Crohn di recente insorgenza. Nella seconda coorte si è cercato di verificare se le risposte ACAb presenti prima della diagnosi fossero associate con lo sviluppo del T1D successivo e con un genotipo HLA particolare. I risultati hanno dimostrato che anticorpi IgG2 sierici contro Roseburia faecis e contro un insieme ripetitivo di batteri sono stati associati alla futura diagnosi di T1D in un aplotipo HLA di tipo DR3/DR4.1

Da questo quadro emerge una stretta associazione tra le risposte anticorpali verso microbi intestinali (spesso accentuati dai fenomeni di permeabilità tipici delle mucose infiammate) e genotipo HLA-DR, con una specificità particolare di alcuni autoanticorpi in grado di determinare una futura diagnosi di diabete di tipo 1 quando non è ancora conclamato.

Pr De Simone, Chi Sono